EVOLUZIONE: ESPERIENZE E DESTINO (4° -20/10/2012)

 D.: Nell’incarnazione che progetta lo spirito vivrà anche tutte le esperienze che deve ancora comprendere o vivrà solo quella o quelle che si è prefissato di superare? 

Attraverso le incarnazioni lo spirito percorre tante esperienze, ma non saranno mai tutte[1] logicamente, altrimenti le vite sarebbero infinite, così come sono infinite le strade dello spirito, così come è infinito lo spirito stesso! È evidente che lo spirito si sceglierà le incarnazioni che gli serviranno, questo discorso lo abbiamo fatto – se non mi sbaglio – la volta precedente, quando mi fu posta la domanda dell’incarnazione futura, se quest’incarnazione venisse già scelta a monte dall’anima. Ho risposto che le opzioni nell’Universo vi sono già tutte; voi avete [a disposizione] tutte le possibilità, ma [ne sceglierete una sola[2]], quando sarà il momento di dovervi reincarnare, perché quando lascerete questa vita, proseguirete nella strada evolutiva come anime, continuerete il percorso evolutivo e sceglierete se la vostra anima avrà bisogno di altre esperienze di un certo genere, a seconda del fatto che  la materialità per il vostro  spirito sia stata completamente assorbita, compresa, oppure no. A questo punto, potranno essere necessarie altre incarnazioni, con altre esperienze, un’altra incarnazione, altre due, a seconda dei vostri percorsi. Vi ho già detto che conosco individualmente i vostri percorsi perché sono una Guida spirituale deputata a seguire gli individui su questa Terra, e i percorsi di quelli che accedono a me e che fanno parte di questo gruppo di anime.

D.: Forse mi sono spiegata male. Faccio un esempio pratico: poniamo che io in questa vita debba superare la mia intolleranza, e diciamo che, per un certo periodo, non ci riesca. Dato che non è solo l’intolleranza che devo superare, ma anche altro [comportamenti], posso mettere da parte per un attimo questo problema e dedicarmi a qualcos’altro?

Vuoi dire se nell’ambito della stessa vita puoi fare più esperienze?  Certo mia cara, perché in questa vita, nel programma che hai fatto come anima, non ti sei ripromessa di superare soltanto un’esperienza, ne farai molteplici, non tutte, ne farai alcune. Non sono tantissime le esperienze che si fanno nell’ambito di un corpo[3], perché l’essere umano – essendo un essere sociale – l’esperienza ce l’ha appunto nel sociale! Sono quindi delle esperienze comportamentali, di atteggiamenti, di modalità nuove dell’essere, che ovviamente si [esplicano] a contatto con gli altri esseri. Sono più o meno le esperienze della pazienza, della tolleranza, della comprensione, dell’altruismo, della generosità, della caparbietà, della coerenza. Ce ne sono tantissime sul piano umano di esperienze che voi vi siete ripromessi di fare e che siete venuti per fare! [Nota del curatore: non si veda un’incoerenza tra questo e quello espresso in precedenza in quanto non si tratta della stessa cosa. Non bisogna, infatti, confondere le esperienze che può offrire l’ambito terreno con quelle che ci si ripropone sul piano individuale, che sono – appunto numerose – ma sempre nell’ambito di quelle possibili]. Non è detto che in tutto ne uscirete vincenti, perché potrebbe essere che alcune esperienze non le abbiate assimilate e dobbiate tornare! Altre invece le assimilerete già in questa vita.

Molte persone hanno compreso che certe prove non capitano più: colei che parla, come sensitiva, ha fatto un percorso di questo tipo, e certe prove non tornano più, ne torneranno altre, ma non torneranno più quelle che sono state assimilate. Si ripetono e si ripeteranno ancora quelle non assimilate fintanto che saranno state capite. Potresti tornare di qua con la sensazione e anche la certezza di non aver compreso tutto quello che ti eri ripromessa di comprendere, e a questo punto dovrai completare con una futura incarnazione. Dico anche questo, perché so che è un dilemma per molti di voi: esiste questo tanto agognato destino o non esiste? Perché lo sento ripetere spesso nei discorsi che fate, con gli amici, con i vostri cari ecc.! Si sente molto spesso, tra gli esseri umani, parlare di destino, quando non sanno neanche di che cosa stanno parlando! Il destino esiste nelle linee essenziali che sono state delineate dall’anima prima di venire sulla Terra: esiste, in linea di massima, negli incontri che farete, perché spesso nella ruota delle incarnazioni si rincontrano le stesse anime, sotto sembianze diverse. Esistono percorsi per così dire già segnati, questa è assolutamente la verità.

Quello che è lasciato a voi, è il modo di percorrere queste strade. Non nella sostanza, bensì nelle modalità, potete variare il vostro percorso di vita o destino come lo volete chiamare, lo potete rallentare o accelerare, lo potete modificare in questo senso, ma non potete modificare quegli eventi e quelle strade che vi siete scelti prima, perché fondamentali per il vostro percorso evolutivo. Pertanto, possiamo dire che il vostro libero arbitrio è un libero arbitrio molto limitato, ed è limitato soltanto alle modalità, a tutti i corollari che appartengono a un percorso la cui linea essenziale è già stata segnata. Ponete pure le vostre domande…

D.: L’amore incondizionato è un’altra esperienza che l’essere umano dovrà aggiungere? Dare senza ricevere per esempio!

Certo, questo è l’amore! L’amore è fratellanza, ed è questo il concetto vero dell’amore, inteso in senso universale, perché la legge dell’amore è una legge universale! L’amore permea l’Universo, perché l’amore è, chiamiamolo così tanto per intenderci, una manifestazione di Dio, allorché Dio stesso ha creato tutto l’Universo. Si può dire che Dio ha creato l’Universo con amore, quindi l’amore c’è come legge universale, che non è l’amore umano, perché bisogna intenderci, certamente!

Vi ho detto l’altra volta che tutte le leggi umane sono semplicemente delle leggi a sé, che non hanno nulla a che vedere con quelle universali, e questo vale anche per l’amore, la tolleranza, la fratellanza che sono concetti anche universali. Non è la stessa cosa nelle leggi umane, perché la fratellanza nelle leggi umane non c’è, o se c’è è assolutamente fuorviata, sviata e male intesa.  Lo stesso per l’amore: l’amore calato nei corpi terreni non è l’amore universale, perché è quello delle regole del mondo umano. L’amore umano appartiene alle regole umane, ma non è assolutamente quello universale!

Allora tu dici: “L’amore è dare”; ma l’amore universale è dare, mentre l’amore umano è “dare per ricevere”, perché le regole dicono che tu non puoi dare se non ricevi. Vedi, anche quelli che dicono di dare senza ricevere qualcosa (e pensateci bene a quello che sto per dire) si aspettano qualcosa in cambio, proprio perché la legge umana vi ha abituato, vi ha inculcato questo principio fin dalla nascita. Pertanto, chi vi prende dell’energia, o prende amore da voi, lo considerate un essere privo di riconoscenza, se a sua volta non vi dà nulla. Pensateci bene! È così, poiché il condizionamento delle regole umane è un condizionamento occulto, non è solo un condizionamento palese: non sempre siete consapevoli di essere condizionati dalle regole stesse, e anche chi dice di esserne fuori non ne sarà mai realmente fuori.

Ora io dico che potete avvicinarvi, certamente, all’amore universale. Questo succede in casi rari, d’incontrare un amore d’anima, d’incontrare un amore vero, e certamente ci sono tante sfaccettature negli incontri, tante situazioni diverse, tante storie diverse di vita.

LA NECESSITÀ DELLE REGOLE (4° – 20/10/2012)

Io però ripeto sempre: l’essere umano è un essere condizionato sempre, anche occultamente, perché sennò non sarebbe un essere umano che deve vivere nelle regole! Se esse non ci fossero, non potrebbe neanche vivere quindi, la regola umana, spesso è anche necessaria, quello che non è necessario è invece farsi travolgere da essa. La regola umana si può anche seguire, ma bisogna seguirla criticamente, non farsene travolgere, non annegare in un fiume nel quale si potrebbe semplicemente nuotare, stare bene e alleviare le proprie sofferenze. Se si sente caldo, si va nell’acqua e si trova refrigerio, ma se si va nell’acqua gelata si rischia di assiderarsi! Uso queste metafore per farvi comprendere che la regola può essere anche necessaria, certamente, ma va comunque sempre sottoposta al vaglio della vostra ragione: allora, in questo modo, diventate degli esseri spirituali che vivono sì nei corpi, ma sentono di appartenere anche a quell’altro mondo. Allora dite: “Possiedo uno spirito perché è questo spirito che mi dà l’input di pormi nella materia con una capacità critica”. La capacità critica spesso viene proprio dall’anima, cari fratelli, non tanto dal cervello e dall’intelligenza del cervello.

COSA RESTERA’DEI NOSTRI CARI (5° – 10/11/2012)

Quello che resterà sicuramente e che vi porterete dietro a livello affettivo, non sono solo i ricordi dell’anima, ma sono anche le affinità di anima con altri esseri. Tutti gli esseri che avete incontrato, con i quali avete avuto delle affinità di tipo veramente spirituale li rincontrerete, ma devono essere affinità di anime, perché spesso voi faticate a riconoscere le affinità d’anima e a distinguerle da quelle del corpo. Tuttavia voi, come gruppo a cui sto parlando, ormai siete in grado di fare questa distinzione, perché avete già percorso una buona fase evolutiva e siete nella fase ascendente dell’evoluzione, quindi dico questo: tutti i ruoli [che avete ricoperto] si perderanno, si perderanno gli spiriti, per così dire, con i quali non c’è più un’affinità, mentre rimarranno come individualità accanto a voi quelle anime affini a voi e alla vostra anima. Rimarrà impresso il ricordo di tutte le esperienze e la substantia dell’esperienza di tutte le vite che avete fatto. Questo succede anche tra un’incarnazione e un’altra, perché se tu avessi ancora vivido [come essere umano incarnato] il ricordo dell’altra tua vita passata, quella che precede l’attuale, avresti una tale confusione di ruoli per cui non potresti nemmeno vivere, perché quella che è stata tua madre in questa vita la confonderesti con tua madre in un’altra vita, per esempio! Quella che fu tua madre in un’altra vita in questa vita potrebbe riapparire come tua sorella, tanto per dire! Abbiamo visto, infatti, che da una vita a un’altra le anime che s’incontrano spesso sono le stesse, ma cambiano i ruoli.

IL VALORE DELLE RELIGIONI (5° – 10/11/2012)

D.: Esistono delle religioni che non contemplano queste cose che tu dici, non si parla di reincarnazione, niente di tutto ciò. Perché non è stato chiarito, detto anche prima, tutto questo?

Vedi, non mi sento in qualità di essere spirituale di togliere completamente valore alle religioni, perché ogni religione può avere un valore, così come ogni credo e ogni influenza di una particolare corrente dottrinale che si formi sulla Terra con l’intento di affiancare il percorso spirituale dell’uomo.  Vedi, mio caro, la religione, le ideologie, le correnti filosofiche e culturali che nascono sulla Terra hanno comunque lo scopo di essere una guida e la finalità come guida di un credo religioso è proprio quella di aiutare, di fungere da sostegno, d’ausilio, all’essere umano, allo spirito incarnato, in un percorso di conoscenza di quello che la sua anima ha deciso. È evidente che poi – a seconda anche del livello evolutivo – l’uomo, l’essere spirituale più indietro nel percorso evolutivo, ha più bisogno di un sostegno e quindi di ideologie che siano già preconfezionate, che siano già state dette da altri. Infatti, come puoi vedere, le religioni spesso sono seguite da persone, tanto per intenderci, che non hanno particolari poteri critici. Spesso il popolo, anche il popolo ignorante, anche le persone diciamo più ignoranti, che non sono in grado di avere delle capacità critiche, che non si pongono come esseri spirituali nel mondo con una certa criticità verso il mondo stesso, hanno bisogno di un sostegno.

Io ti indico il valore delle religioni come un sostegno all’essere incarnato, quindi all’essere umano, come un ausilio, un aiuto che poi nel tempo, perché abbiamo visto che l’evoluzione è un processo inarrestabile, lascerà il posto ovviamente a un’autocritica. Nel momento in cui l’essere accelera la sua evoluzione emerge l’autocritica; questa autocritica deriva dall’intelligenza dell’anima e dalla sua evoluzione, quindi l’anima più sarà evoluta e meno seguirà le religioni, meno seguirà le ideologie, più si discosterà da esse. L’anima più sarà giovane, più sarà acerba e più avrà bisogno di tanti sostegni, di punti di riferimento; infatti se tu vedi le religioni, fungono da punti di riferimento per la fragilità dell’uomo, perché l’uomo è un essere molto fragile. L’uomo viene sulla Terra spesso privo di puntelli, privo di tutti i sostegni, è un’anima incarnata che, se è ancora acerba e ai primi livelli, alle prime incarnazioni e non ha raggiunto determinati livelli evolutivi, ha bisogno di questi punti di riferimento, perché altrimenti chi glieli dà? L’essere umano quando si rivolge alle religioni – e quindi anche voi come esseri umani, non voi come gruppo, non voi fratelli che adesso ci state ascoltando, ma voi intesi come esseri umani – voi spesso vi rivolgete a Dio come un essere antropomorfo, come un essere buono che vi può aiutare.

Questa lezione ve l’ho già fatta: molto spesso cercate riferimenti all’esterno di voi, come nel caso della preghiera a un santo, alla Madonna, a tutti gli esseri spirituali che le religioni vi indicano come degli esseri salvifici. Perché vi rivolgete a loro? Spesso perché avete bisogno d’una pace interiore, perché avete bisogno di trovare un puntello, un sostegno, di trovare una motivazione alle vostre frustrazioni, ai vostri dolori e le religioni spesso vi danno questo sostegno, ma il punto è questo: questo sostegno non è un sostegno veramente salvifico, è semplicemente una specie di effetto palliativo, una specie di sostegno psicologico apparente, perché poi, nel momento in cui superate o passate questa fase della vostra vita particolarmente dolorosa e ve ne capita un’altra, vi trovate ancora più fragili, sprovvisti, privi di spiegazioni. Questo vuol dire che le religioni vi danno semplicemente un sostegno temporaneo dall’esterno, che non vale nulla dal punto di vista dell’evoluzione e che non vi rafforza. Quello che invece vi rafforza veramente è la crescita personale, l’evoluzione prodotta dalla vostra volontà, dall’impegno, e questo impegno è il più scomodo, il più difficile, il più pesante e impegnativo per l’essere umano, però è anche l’unico a essere proficuo, e l’unico a creare evoluzione.  Pertanto, se voi poteste guardare alla scala dell’evoluzione, potreste anche vedere che sicuramente l’essere più saggio è anche l’essere più forte.

 L’essere più saggio in senso evolutivo è quello che si è dato delle risposte, non che le ha cercate fuori, ma che le ha trovate dentro, e trovando via via le sue risposte nel suo percorso evolutivo e incarnativo ha accresciuto da solo la propria evoluzione. Questo sarà l’essere veramente forte, l’essere che di fronte alle disgrazie e alle prove non crollerà, e non avrà bisogno di rivolgersi alle religioni, anche perché in fin dei conti, se voi ci pensate bene, un prete è un essere umano con tutte le disgrazie, le prove, le patologie psicologiche, le fragilità che avete voi come esseri umani, quindi che cosa vi può dare di più di quello che già non avete? Con questo non voglio negare la valenza delle religioni, che sono dei passaggi esperienziali, così come lo sono tutti i passaggi esperienziali che voi avete fatto sulla Terra e che farete. È che voi spesso cadete nell’errore di chiamarlo proprio “errore”.

L’EVOLUZIONE NEL MONDO SPIRITUALE (8° – 29/06/2013)

L’evoluzione è più accelerata nel mondo spirituale rispetto al mondo materiale, poiché quest’ultimo crea l’impatto dovuto alla materia stessa, è un impatto difficile e duro per lo spirito, non è la sua vera vita e lo spirito, per così dire, barcolla nella materia, ma poi nel momento in cui lascerà questi mondi e tornerà anima procederà nel suo percorso di ricerca anche con una velocità, sempre per intenderci, – perché non vi sono spazi non vi sono tempi – più accelerata rispetto a quella che ha avuto nei percorsi terreni.

Ora le vite terrene si susseguono non all’infinito, certamente, ma si susseguono fintanto che lo spirito si sarà appropriato di quelle verità che si possono conoscere soltanto penetrando nell’energia più densa che è quella parte dell’energia universale più materiale, meno rarefatta.

Lo spirito assumendo un corpo e rientrando nel corpo si porta dietro anche le barriere che esso gli impone, nel momento in cui lo lascia invece perde tutte queste barriere, perde tutti questi attriti, queste forze che gli sono estranee e rientra nella sua vera natura, nel suo vero mondo e lì, comunque, riesce ad agire in modo più libero, per così dire e sempre per intenderci, rispetto a come può agire nella materia ed è per questo che, in questo mondo spirituale, lo spirito procede con velocità più accelerate rispetto al percorso che gli è imposto nella realtà materiale in cui vi è un’accelerazione minore a causa dell’attrito che il corpo impone allo spirito. La stessa mente chiude lo spirito nelle regole, nelle strutture e in tutto quello che sono le forme che vengono imposte dalla realtà materiale che è una realtà chiusa nelle forme, nel linguaggio e nelle strutture entro la quale lo spirito incarnato si deve muovere. Ora l’uomo si può anche muovere con una certa libertà in queste strutture ma questa libertà comincia veramente ad avere dei limiti nel momento in cui l’impatto con le strutture diventa forte. E quand’è il momento in cui questo impatto diventa veramente forte? Ѐ il momento dei grandi dolori, è il momento in cui l’uomo si pone al cospetto della sua realtà che diventa ai suoi occhi sempre più apparenza, sempre più lontana, che sfuma rispetto a quella che è la verità nella quale lui è abituato a vivere, in cui si sente immerso. E in questo senso lo spirito poi trova degli impatti che molto spesso sono pesanti, sono attriti quelli dei corpi, quelli delle regole, quelli delle religioni e di tutte le tradizioni e quelle modalità di vita che vi vengono imposte alle quali voi difficilmente riuscite a sfuggire.

La stessa mente, lo stesso cervello, riguardano una parte di materia strutturata e delimitata e questo vi fa intendere che già nella struttura e nella delimitazione di essa, lo spirito si muove male e l’impatto con la parte materiale è sempre molto forte.

Per questo, molto spesso, il dolore e l’impatto con la materia vi costringe alla riflessione, alla meditazione per vedere se veramente esiste qualcosa d’altro che vada al di là di queste barriere e di questa miseria che molto spesso veramente ottunde le vostre menti e vi impedisce di vedere oltre.

Sovente voi non riuscite a comprendere che esistono delle realtà inimmaginabili e che la vostra è veramente una ben piccola porzione di questa realtà, quella proprio dell’apparenza, ma in realtà non vi è la verità in tutta questa vostra vita che voi vivete, è la vita delle forme e della finzione! Per questo noi abbiamo paragonato la vita umana a una commedia, ma è una commedia importante, è una commedia essenziale, in quanto nella recita lo spirito si appropria dell’evoluzione e della conoscenza necessaria per poter poi procedere e per poter poi prendere altri corpi, recitare altre commedie oppure procedere nell’Universo.

Egli potrebbe procedere nell’Universo a seconda di queste pellicole e vi sono infinite direzioni, ma prenderà la direzione che gli è più congeniale, quella già incisa nelle pellicole di cui vi abbiamo parlato; è quella che va bene per lui e che comunque ogni spirito possiede, essendo tutti gli spiriti diversi e i percorsi diversi: ognuno ha il suo.

Accade che degli spiriti si possano incarnare anche su altri pianeti, ma diciamo che è raro questo discorso, in quanto lo spirito nel momento in cui si avvicina alla Terra, come pianeta, per esempio, trova delle modalità nell’incarnazione, nelle esperienze, che sono modalità diverse da quelle che avvengono su un altro pianeta. Ogni pianeta ha le sue modalità incarnative e uno spirito che ha sviluppato più incarnazioni, per esempio in un Pianeta quale possa essere la Terra, difficilmente sentirà l’esigenza di incarnarsi e di fare esperienze su altri pianeti, perché si troverebbe male, non potrebbe comunque proseguire, per così dire, nel susseguirsi delle sue esperienze su quello stesso binario, con le stesse modalità.

Ѐ come una persona che si reca in un altro paese e cerca comunque di trovare delle abitudini che siano per lo più confacenti a quelle che ha nel proprio paese, per non rischiare un impatto tale che non gli permetta di esperire quel tipo di vita o di esistenza che gli è più congeniale, gli è più adatta. Lo spirito cerca sempre comunque di portarsi verso un percorso omogeneo, verso un percorso che gli consenta un’omogeneità di esperienze per non portarsi poi al di fuori, in quanto comunque questo gli potrebbe allungare, sempre per intenderci perché non vi sono né spazi né tempi, le esperienze incarnative.

Tenete presente che lo spirito non desidererebbe incarnarsi, lo spirito è di un’altra realtà appartiene a un altro Universo anche se l’Universo è unico, ma la parte spirituale dell’Universo è quella che gli è più congeniale, quella in cui lui si trova meglio, si trova più a suo agio e non se ne andrebbe mai via, se non fosse per l’esigenza di conoscere altri mondi!

Per la verità, quello materiale è quello che lo attrae di più, poiché è quella parte dell’Universo che non gli appartiene e soltanto penetrandovi può cercare di conoscerla, altrimenti non riuscirebbe a conoscerla, potrebbe avvicinarsi però non potrebbe percorrerla e penetrarla!

Così la può penetrare, appropriandosi di un corpo e allora cerca comunque di trovare le modalità più consone al suo percorso e meno difficili, più facilitate per poter poi accelerare, sempre per intenderci con i tempi, un percorso evolutivo che altrimenti diventerebbe molto, molto difficoltoso, anche lungo.

Sempre per intenderci in termini umani, noi dobbiamo comunque parlare sempre con riferimenti di categorie, di spazi e di tempi altrimenti non comprendereste, ma anche lo spirito si facilita per così dire la sua strada, cerca comunque di semplificare le cose. Non esistono tutte queste difficoltà, lo spirito si appropria dei percorsi più semplici e senz’altro è un percorso meno difficoltoso quello di incarnarsi sempre sullo stesso Pianeta in cui più o meno lui conosce la realtà e può portare avanti delle esperienze simili a quelle che già ha fatto, che ha già compiuto. Ѐ molto più semplice così!

Non esiste nell’Universo la legge della complicazione; esiste da voi che cercate di complicarvi le vite e molto spesso complicate delle cose così semplici, andate a cercare veramente dei cavilli per risolvere questioni che si risolverebbero in un batter d’occhio! Ma da noi, nel mondo spirituale, esiste la legge della semplicità, nel senso che lo spirito percorre le strade anche più semplici, quelle che gli sono più chiare, senza andare a ricercare chissà cosa!

Non ha importanza, è importante l’esperienza non è importante il come, non è importante il quando, anche perché non esistono i tempi ma il come si fanno queste esperienze, e per lo spirito l’accelerare il percorso e tornarsene nel mondo spirituale con il fardello pieno e con tante esperienze, è molto importante.

Lo spirito torna nella materia ma non vede l’ora di ritornare nel mondo spirituale anche se voi quando lasciate le persone care invece subite dei traumi, tuttavia per lo spirito ritornare nella sua vera casa è come veramente ritornare dal proprio padre, alla propria vera origine.

Lo spirito torna volentieri nella propria casa, vi sono degli impatti più duri per le anime un po’ meno evolute, certamente, ma al di là del primo impatto e del fatto che lo spirito quando trapassa si trova per un attimo un po’ spaesato per così dire, poi ritrova il suo mondo, ritrova la sua origine e il suo vero padre, il Creatore, colui che ha creato tutto l’Universo e che ha creato in modo così generoso questi spiriti dotandoli di intelligenza e di individualità.

I NUCLEI EVOLUTIVI E DI AFFINITA’ (8° – 29/06/2013)

Quindi lo spirito non si potrà mai perdere e sarà sempre un essere individuale nel suo percorso; la sua evoluzione la percorrerà in modo solitario, ma sarà sempre assistito perché nessuno è mai lasciato solo, vi sono tanti gruppi di anime, vi sono i nuclei evolutivi e di affinità.

Così come vi abbiamo spiegato in altre lezioni gli spiriti viaggiano per affinità, e coloro che poi si rincontreranno e percorreranno ancora una strada insieme, avranno dei programmi comuni perché lo spirito forma dei programmi insieme alle anime che poi dovrà incontrare sulla Terra. Nei percorsi delle varie incarnazioni potrà incontrare anime di diversi livelli evolutivi, anche anime più avanti o più indietro, si fa per dire, ma sono quelle più indietro che creano l’attrito, sono quelle che creano la contraddizione e molto spesso l’esperienza avviene dalla lotta, avviene anche nella sofferenza, nel dolore. Avviene anche nel piacere, certamente, ma per l’uomo il piacere è un qualche cosa di naturale mentre invece la sofferenza lo costringe a guardarsi avanti e a guardarsi soprattutto dentro; se si guarda indietro la sofferenza permane, si acutizza, ma nel momento in cui l’uomo cerca di guardarsi indietro per poi guardare avanti con il superamento dell’esperienza, e con l’accettazione soprattutto di quest’esperienza, cresce.

Ogni uomo, ogni essere umano che fa la sua esperienza, l’accetta, la comprende nel profondo e ne comprende le reali motivazioni poi è destinato a crescere, a superare quella fase, per poi avvicinarsi ad altre nuove fasi come in una scala, senza né inizio né fine, in cui non vi è né il primo né l’ultimo gradino ma non si finisce mai.

E così questa è un po’, per così dire, l’evoluzione quando lo spirito si trova nel corpo, ma nel momento in cui se ne disfa e torna un essere spirituale, tutta la realtà cambia e tutto si amplia in una visione infinita senza né spazi né tempi, poiché lì  nelle pellicole è già tutto inciso e vi sono tutte le vite, tutti gli incontri, le conoscenze sia con anime dello stesso livello e sia con anime di altri livelli evolutivi, sono tutte previste con tutti gli incastri e i risvolti, con una grande precisione e senza errori che soltanto la legge del Creatore può avere permesso[4].

IL CONTATTO CON LO SPIRITO GUIDA (18° – 04/10/2015)

È logico, che lo spirito puro[5] ricorda molto bene quello che fu la sua esperienza di spirito e ricorda anche molto bene quell’esperienza che ha fatto nel mondo dello spirito e l’esperienza che sta facendo nel mondo della materia, ma il vostro spirito in questa fase di vita materiale è un essere addormentato, ecco perché si insiste sul fatto di entrare in contatto anche con le vostre Guide spirituali, proprio perché le Guide spirituali che sono  i cosiddetti “Spiriti Guida” sanno perfettamente il vostro programma e ricordano molto bene quello che voi avete scelto. Lo devono ricordare perché il loro compito è proprio quello di portarvi, di portare voi come corpi, sulla strada che avete scelto e quindi molto spesso dite: “ho avuto un’intuizione!”, ma chi vi dice che quest’intuizione non fosse proprio la voce del vostro Spirito guida che vi sta dicendo: “devi andare per quella strada!”. Quante porte si sono chiuse e se ne sono aperte delle altre!

Ma voi avete veramente l’impressione di avere il libero arbitrio nella vita umana? Ma non avete il libero arbitrio! Semplicemente per il fatto che se voi aveste il libero arbitrio andreste per direzioni opposte, alle volte molto diverse, perché voi seguireste le direzioni del piacere del corpo, ma la direzione del piacere del corpo non è la direzione del piacere dell’anima: sono due direzioni opposte. L’anima, per esempio, vuole la propria liberazione e addirittura quindi la morte del corpo, mentre il corpo non vuole la morte perché è un essere biologico, biofisico, segue delle leggi biologiche e sono le leggi dell’autoconservazione; quindi è un corpo che desidera vivere nel piacere, vivere bene nella materia e desidera anche fare quest’esperienza, però, deve essere guidato perché se non è guidato diventa il corpo di un animale e non c’è differenza, perché anche l’animale possiede un’anima, ma l’animale non possiede lo spirito che ha fatto un programma. L’anima dell’essere umano contiene elementi psichici in base all’evoluzione, ma contiene un nucleo, miei cari, che è il nucleo spirituale che vi dà l’intelligenza, l’individualità e diciamo anche, molte volte, il desiderio di cambiamento, il desiderio di creatività, questi sono tutti emblemi dello spirito, anche la creatività è emblema dello spirito, il cambiamento, e tutte queste direzioni che si possono prendere, quindi anche la capacità di scelta viene dallo spirito. Se voi osservate un animale non ha la capacità di scelta, un animale percorre una strada obbligata, perché comunque sia, il suo psichismo è elementare e la strada è una strada del piacere del corpo. Logicamente ci sono anche gli animali superiori, c’è l’intelligenza. Ci sono anche degli esseri umani che hanno un’intelligenza superiore ma uno spirito inevoluto. Badate bene che lo spirito e l’evoluzione dello spirito non vanno di pari passo con intelligenza e con l’individualità.

LE FUNZIONI DELLA MEDIANITA’ (18° – 04/10/2015)

Come vi abbiamo già detto, qual è il significato di un essere medianico sulla Terra? Il significato di un essere medianico è altamente di tipo evolutivo, cioè di portarvi delle conoscenze che in realtà ancora non avete; anche se vi devo dire una cosa, miei cari fratelli, che il vostro spirito sa molto di più di quello che sa il vostro cervello, il vostro corpo, ma che voi l’avete dimenticato. Io spesso parlo ai vostri spiriti perché i vostri spiriti conoscono bene quello che dico, e molti di voi hanno un’evoluzione molto più ampia di quello che si vede qui sulla Terra come corpi, perché lo spirito è molto più evoluto rispetto al corpo anche perché, come vi dicevo, è una realtà limitante il corpo e quindi ottunde, limita l’evoluzione dello spirito che è dentro nel corpo, ma noi esseri spirituali possediamo un’evoluzione e una conoscenza più ampia, perché comunque sia, altrimenti non potremmo guidarvi.

Noi che parliamo siamo Spiriti Guida, abbiamo già quindi molto spesso superato la ruota delle incarnazioni, non ci incarneremo più, pertanto abbiamo una buona conoscenza del pianeta Terra e di quello che sono le vostre leggi e di quello che sono i vostri riferimenti di tipo umano, oltre a questo, seguendo delle personalità umane noi siamo sempre a contatto con voi e quindi ci aggiorniamo.

Quante volte vi abbiamo detto che anche noi stessi facciamo un’esperienza a contatto con voi, a guidarvi o a seguirvi, perché è un’esperienza anche questa, parallela a quella che noi stiamo compiendo nel mondo dello spirito, in un’altra realtà logicamente. Voi sapete che lo spirito ha anche il dono dell’ubiquità, io posso essere qui ma nello stesso   momento anche seguire il mio percorso di spirito. Io posso seguire quello che fa l’essere che guido e guidando questo essere incarnato che ora porta la mia voce, guido anche tutte le persone che sono e vengono in relazione con lei, perché leggo nelle vostre anime essendo un’anima, ma non faccio tanta fatica a leggere nell’anima perché sono io stesso un’anima e quindi posso saperne “un po’ di più”. Questa mia conoscenza viene dalla mia evoluzione e la stessa evoluzione la produrrete voi quando tornerete di qua, che intanto sarete più evoluti perché avrete perso il corpo e poi anche nelle eventuali incarnazioni che dovrete ancora fare, oppure nell’evoluzione che proseguirete e farete; pertanto il nostro intervento tra voi è sempre un intervento evolutivo, altrimenti diffidate sempre di quelle medianità che non vi portano avanti, perché sono medianità improduttive. Io non nego il fatto che un essere umano possa essere medianico, ma l’essere medianico che consegue la missione evolutiva e quindi il programma di parlare, comunicare con l’uomo, deve proporsi per forza sempre un programma di tipo evolutivo, cioè di aiutarvi e di sostenervi nella nostra evoluzione.

ERRORE E SENSO DI COLPA (21° – 28/08/2016)

Non devi temere di sbagliare, mio caro, non è tempo perso, il tempo non esiste e l’errore non esiste. Abbiamo visto che l’errore serve per conoscere, serve per comprendere e quindi per essere superato. Chi non sbaglia non può evolvere perché è sbagliando che si impara, lo dice anche un proverbio tipicamente umano; quindi per imparare bisogna spesso cadere e chi cade trova ostacoli, cade proprio perché li trova. Quindi diciamo che anche questo è un problema visto soltanto dalla parte dell’uomo, che io posso comprendere, perché tutti noi abbiamo rivestito dei corpi e quindi conosciamo bene la psiche umana ed è proprio il problema dell’errore.

Noi abbiamo affrontato in altre lezioni questo discorso dell’errore, e quindi magari le puoi richiedere, perché l’abbiamo dettagliatamente affrontato allorché abbiamo parlato della legge degli opposti e, comunque sia, devi sganciarti anche dal discorso dei sensi di colpa nel guardarti indietro, perché non esiste, nel senso che l’errore è importante, guai, anzi noi diciamo dal nostro punto di vista, a chi non sbaglia, nel senso che vediamo molto male quegli esseri umani che non sbagliano. Il senso di colpa comunque è produttivo, pur essendo negativo perché porta sofferenza, ma è produttivo per portarsi avanti, perché spesso il senso di colpa porta a riflettere, porta a meditare e porta a superare gli errori passati, gli errori fatti e quindi porta ai cambiamenti.

Tu lo sai che la parola chiave nell’evoluzione dell’essere umano si chiama cambiamento?

Il cambiamento non ci sarà senza l’errore, senza lo sbaglio, senza ripensamento nelle scelte, ma l’anima che si conosce, e a mano a mano che progredisce nella sua evoluzione quindi si conosce di più, sceglie più naturalmente, più facilmente! Tu noterai che certi grandi Maestri che si sono incarnati non hanno mai avuto il problema delle scelte, o quantomeno hanno rischiato, sono avanzati, si sono messi in gioco a rischio e pericolo addirittura di essere messi in croce, qual è stato il nostro Maestro Gesù Cristo, che è venuto anche per mettersi al livello degli esseri umani, ma avendo un’altra evoluzione il suo spirito sapeva bene qual era il percorso della sua anima. È chiaro che anche lo spirito più evoluto quando si trova incatenato in un corpo, viene comunque a perdere della sua potenza.

UOMINI EVOLUTI: I GENI DELLA TERRA (22° – 16/10/2016)

È vero che sulla Terra gli esseri evoluti c’erano anche 3000 anni fa ed è anche altrettanto vero che questi esseri evoluti ora non saranno più a contatto con la Terra e ne verranno altri. Pur essendo la Terra una palestra e incarnandovisi continuamente spiriti anche di bassa evoluzione, ma se ne incarnano anche di evoluzione più alta e tra questi, ogni tanto, viene fuori il cosiddetto genio che porta un input, che porta un’invenzione e che fa avanzare la Terra sul piano conoscitivo, sul piano evolutivo.

L’Evoluzione, miei cari, non è soltanto intesa in senso spirituale, l’evoluzione si può considerare sulla Terra anche in senso materiale, perché no? È evoluzione anche fare nuove scoperte! Se un domani nasce sulla vostra Terra uno scienziato che scopre la cura per il cancro, quello secondo voi non è un essere evoluto che porta un input, un impulso all’evoluzione e alla conoscenza sulla Terra? Ma certo che lo è!

Chiaramente, questo discorso dell’evoluzione, è connaturato certamente alle condizioni della Terra in questa fase storica in quanto non è un pianeta molto evoluto, ma è anche vero che lo diventerà perché non esiste la legge della staticità, ma esiste la legge dell’evoluzione che è una legge cosmica universale, miei cari, non è una legge umana limitata che può cambiare e variare con i tempi nel corso della storia.

Badate bene, ogni legge che viene scoperta sulla Terra quindi umana, perché comunque viene scoperta dall’uomo della Terra, è prima di tutto una legge universale. Semplicemente l’uomo si appropria piano piano, attraverso la sua evoluzione, di parti della legge universale, accrescendo la sua conoscenza e quindi portando sul pianeta Terra frammenti di legge universale. Quindi ecco come avviene l’evoluzione!

La legge universale viene sempre prima di tutto perché governa l’Universo, e la Terra è solo un puntino nell’Universo, ma l’Universo ha già le sue leggi che non cambiano nel corso dei millenni e del tempo, proprio perché sono fuori dal tempo e ci troviamo nell’infinito.

Quindi la legge universale è sempre precisa, è sempre perfetta e fa capo ai principi i quali fanno capo a Dio, alla divinità, quindi Dio non può sbagliare, è la divinità! Le leggi che Dio ha fatto scaturire dalla sua Essenza sono leggi perfette, precise e complete. Semplicemente voi vi appropriate di frammenti della legge universale e questa legge universale essendo completa, essendo giusta, fa in modo che anche per voi si accresca la giustizia e si accresca anche la conoscenza sul vostro pianeta.

Ecco che il vostro pianeta pur lentamente sta evolvendo, sta cambiando, al di là di tutte le catastrofi che ci sono, che fanno parte dei cicli e ricicli della storia che molte volte noi vediamo molto positivamente, perché soprattutto l’uomo di questo livello evolutivo, di quest’epoca storica, ha ancora bisogno dei fenomeni forti altrimenti non si muove, altrimenti non cambia, non evolve e la legge universale è una legge propulsiva, è una legge che continuamente impone un input, tant’è che voi vedete che gli esseri più evoluti  sono spesso gli esseri più tormentati.

LE POSSIBILITA’ DEL PERDONO (24° – 29/12/2016)

Per quanto riguarda invece il discorso delle domande che mi sono state fatte sulla possibilità del perdono, io direi che questa domanda si può ricondurre proprio al discorso dell’evoluzione, perché vedete, miei cari, lo spirito molto evoluto, lo spirito che conosce bene le incarnazioni perché magari ne ha fatte già tante, o si trova addirittura verso le ultime, o al di fuori delle incarnazioni, sa bene quali sono questi contesti umani nei quali si svolge l’evoluzione! Noi vi abbiamo spiegato che sulla Terra si evolve tanto più velocemente quanto più ci si avvicina allo spirito e si esce dalle categorie umane.

Pertanto è evidente che se voi considerate il fratello che vi ha fatto del male – male sempre inteso come lo vedete voi – se noi lo consideriamo come un fratello in senso spirituale, ma con un’evoluzione completamente diversa dalla vostra, sicuramente più acerba, con uno spirito meno evoluto, potrete anche giungere contestualmente a perdonarlo senza tanti sforzi, perché si tratta semplicemente di un livello di comprensione che è connaturato a un livello evolutivo.

L’AIUTO EVOLUTIVO AI NOSTRI FRATELLI (26° – 30/04/2017)

Per rifarmi al discorso che faceva il fratello poc’anzi, sicuramente gli spiriti che prendono coscienza hanno, non dico la possibilità, ma proprio il dovere di cercare di aiutare gli altri fratelli, di risvegliare e di aprire delle coscienze. Tenete sempre ben presente, però, che la coscienza può essere risvegliata se c’è un’evoluzione di base, perché altrimenti gli sforzi, come vi abbiamo detto tante volte, saranno vani. Ciò non toglie che l’esperienza serve comunque a voi fratelli e voi la dovete fare, perché non sapete quando è il momento di affrontare il discorso della coscienza o della sua apertura o il risveglio dello spirito, e cercate comunque di portarlo agli altri e quindi di aiutare, di sostenere i vostri fratelli in questa ricerca, qualora lo possano fare logicamente.

Vi sono tanti fratelli che voi non potete sapere a che livello sono e che magari saranno risvegliati, guarda caso, proprio da voi. Sicuramente nel momento in cui il predicante porta la propria teoria, la propria dottrina ai fratelli, sente la legge universale di fraternità che è una legge di coesione, quindi alludo anche all’esperienza dei grandi Maestri che sono venuti sulla Terra che hanno scatenato e mosso tante folle e l’hanno fatto con il loro impegno fraterno a livello universale!

Quindi lo spirito evoluto a mano a mano che evolve sente le leggi universali e le applica sulla Terra.

Le leggi terrene per lo spirito evoluto vengono immediatamente disattese e, se voi ci fate caso, i fratelli che hanno uno spirito più evoluto seguono sempre di meno le leggi umane. Questo è il caso di grandi Maestri del passato, ma anche di grandi genialità poiché, vi abbiamo detto, che la genialità e la creatività sono segnali del risveglio dello spirito.

Lo spirito è creatività, è genialità, è portarsi avanti, è cambiare, è inventare, è inventarsi giorno per giorno una nuova vita. È questo lo spirito impegnato, lo spirito più evoluto, lo spirito che comunque farà grandi passi e che avrà innescato quello che noi Maestri abbiamo chiamato il moltiplicatore dell’evoluzione. Da un certo livello evolutivo in avanti questo moltiplicatore dell’evoluzione molti di voi già lo possono vedere, anche come esseri incarnati qui su questa Terra! Intendo dire l’evoluzione che a un certo punto, risvegliando un seme diventa veramente una pianta, diventa un frutto sempre più grande, sempre più rigoglioso e succoso e che può dare sempre nuovi frutti.

L’essere che evolve è un essere non solo che “sta germogliando” e sta fruttificando, ma è un essere che poi a sua volta può seminare e può comunque portare avanti anche l’evoluzione di tanti altri fratelli.

Quindi guai se non ci fossero i Maestri, se non ci fossero coloro che noi abbiamo chiamato le “fiaccole dello spirito”, che siete anche voi, questi gruppi che sorgono e che favoriscono il risveglio, pertanto io questo lo approvo e dico che semplicemente è anche la finalità della vita umana!

[1] Le varie esperienze di un certo genere sono infatti riconducibili a una sola. Una sola, cioè, è rappresentativa di tutte, e contiene il valore esistente e comune in tutte, anche se eventuali particolari possono essere diversi, sono comunque ininfluenti riguardo al succo, alla sintesi. 

[2] Si tratta del noto concetto “delle varianti” che fu sviluppato in particolare al Cerchio Firenze ’77, nelle cui pubblicazioni è direttamente rintracciabile. 

[3] Si riferisce alle forme di esperienza che può dare la Terra allo spirito, che nel suo ambito complessivo risultano – in sintesi –sicuramente limitate anche se molto numerose.

[4] Il Maestro allude alle pellicole già tutte esistenti nell’eterno presente in assenza di spazio-tempo.

[5] Il Maestro, in questo contesto, intende per spirito puro lo spirito che si trova privo del corpo tra un’incarnazione e un’altra

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